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05
2020
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CARLO LEVI - IL VOLTO DEL NOVECENTO
CARLO LEVI "Il volto del novecento" 100 opere di Carlo Levi fra pitture e...

19/08/2013
 
 


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La prima esposizione nazionale del 1861 a firenze
SCRITTI D’ARTE » Approfondimenti da testi

 
   
FOTO PRESENTI 7
 
Morelli  Mattinata fiorentina
La prima esposizione nazionale del 1861 a firenze
MORELLI MATTINATA FIORENTINA
Morelli  Il conte Lara
La prima esposizione nazionale del 1861 a firenze
MORELLI IL CONTE LARA
Altamura Saverio Funerali di Buondelmonte
La prima esposizione nazionale del 1861 a firenze
ALTAMURA SAVERIO FUNERALI DI BUONDELMONTE
Bezzuoli Entrata di Carlo V a Milano
La prima esposizione nazionale del 1861 a firenze
BEZZUOLI ENTRATA DI CARLO V A MILANO
Abbati  Giuseppe   Interno della chiesa di San Miniato
La prima esposizione nazionale del 1861 a firenze
ABBATI GIUSEPPE INTERNO DELLA CHIESA DI SAN MINIATO
Lega Silvestro Un imboscata dei Bersaglieri
La prima esposizione nazionale del 1861 a firenze
LEGA SILVESTRO UN IMBOSCATA DEI BERSAGLIERI
borrani Odoardo   Alture
La prima esposizione nazionale del 1861 a firenze
BORRANI ODOARDO ALTURE
   
Per le arti   convennero  997  opere di pittura e 426 di scultura di artisti di tutte le parti d'Italia : scesero in massa i napoletani con in testa Domenico Morelli che riesponeva  gli "ICONOCLASTI", che nel 55 a Napoli avevano provocato emozioni e discussioni, insieme ad altre sei opere , tra cui il "Conte Lara", "Mattinata fiorentina" e "Bagno Pompeiano".       Vi erano poi gli " Antichi Accademici"con Smargiassi e Mancinelli  ad infine Cammarano, Toma e Rossano. Fra i lombardi l'Hayez, il Piccio, Gerolamo Induno con quattro opere tra cui , come Fattori,  una "Battaglia di Magenta", Inganni, Pagliano ( con la tanto attesa  figlia di Tintoretto ), Scrosati e Valentini.       Con i Piemontesi: il Camino, il Pittara e Raymond. Con  gli Emiliani: Fontanesi, Bertelli ed Antonio Boldini ( padre di Giovanni ), Malatesta e Pasini.  I Romani erano il gruppo maggiormente numeroso: Nino Costa e Fracassini ai quali si erano aggiunti  per elezione Chierici da Reggio Emilia, il  siciliano Cumbo, il ligure Raggio , Vertunni ed altri. Dal Veneto  Quarena e dalla Sicilia  colui che venne chiamato " ladro di sole" Francesco Lojacono e Filippo Liardo. Infine i Toscani : apriva l'elenco Beppe Abbati, con tre interni due di  San Miniato ed uno di Santa Maria Novella. Poi Carlo Ademollo, il  napoletano  Saverio Altamura con "Funerali di Buondelmonte", "Buon tempo antico", "Il Tasso presso sua sorella", "Una monaca". Vito d'Ancona con "Dante che incontra Beatrice", Luigi Bechi e Bezzuoli. Inoltre vi erano  Odoardo Borrani che espose "Dintorni di S.Marcello", "Mietitura del grano sulle montagne", ed il "26 Aprile 1859"    e Vincenzo Cabianca che  espose : "Avola","Ferriera nella Versilia", "Mattino" e "Novellieri fiorentini del'300" Fattori  con "Recognizione militare" e "Magenta", che recava l'annotazione: non finito; Annibale Gatti con "Gloria di S.Verdiana", Gelati, Gordigiani, Lapi, L alli,  Lega con "Imboscata di bersaglieri Italiani" ; Moradeie Giuseppe Moricci, Mussini , Pointau con "Renaioli sull'Arno"; Pollastrini e Puccinelli, Rapisardi , Senno e Sanesi Telemaco Signorini aveva "La cacciata degli Austriaci dalla borgata di Solferino", "Veduta di Firenze da Monte alle croci", "Campagna  con vacche" e "Il Mercato della Spezia". Vi erano infine  Serafino De Tivoli con  "Paese con animali", "Campagna  romana", "Bosco e veduta del Valdarno",  Stefano Ussi con la sola "Caccciata del Duca di Atene".



Questa mostra svoltasi in un momento particolare della vita italiana, quasi un motivo per radunare dalle diverse parti d'Italia tanti talenti, segna un punto fermo per quello che rigurda la pittura moderna italiana ed in particolare della macchia.Scorrendo  in particolare i quadri che in quella mostra vennero esposti , possiamo notare il lento cambiamento che stava avvenendo : il passaggio dalla pittura  di tema storico e di esecuzione accademica , alla pittura di osservazione della natura .Anche se ancora molti artisti in un esposizione ufficiale avevano scelto di esporre un opera di genere tradizionale  preferendola  a quelle che per molti  rappresentavano gli studi più recenti fFabrizio Franceschini




 
 
 

 


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