AGOSTO
06
2020
Centro Europeo del Restauro di Firenze
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Colomba Amedeo Modiglianl, Accardi Carla Blu concentrico Tito Conti - La Darsena. Viareggio De Avendano . Serenità estiva , olio su tavola, 23,7x13,5 Jongkind Barthold  la Senna Pisa Alberto - Lettura Tuxen laurits  vista dallo studio Munch Edward  Tra il letto e l' 0rologio ,1940 Zandomeneghi federico Place Pigalle
 
Nuova mostra


CARLO LEVI - IL VOLTO DEL NOVECENTO
CARLO LEVI "Il volto del novecento" 100 opere di Carlo Levi fra pitture e...

19/08/2013
 
 


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Raffaello Sernesi
MONOGRAFIE » Artisti dalla S alla Z

 
   
FOTO PRESENTI 9
 
Tetti al sole
Raffaello Sernesi
TETTI AL SOLE
Tetti al sole, 1861.
Abetelle a San Marcello Pistoiese
Raffaello Sernesi
ABETELLE A SAN MARCELLO PISTOIESE
Abetelle a San Marcello Pistoiese 1864/65 Olio su tela riportata su cartone; cm 23,9x37,4
Paesaggio intorno a Castiglioncello
Raffaello Sernesi
PAESAGGIO INTORNO A CASTIGLIONCELLO
Paesaggio intorno a Castiglioncello cm. 27x82
Il pratone alle Cascine
Raffaello Sernesi
IL PRATONE ALLE CASCINE
Il pratone alle Cascine 1865 ca.Olio su cartone; cm 12x19,5
Il cupolino alle Cascine
Raffaello Sernesi
IL CUPOLINO ALLE CASCINE
Cupolino alle Cascine, 1861, Roma, Galleria italiano d’Arte Moderna, Olio su tela 12,5x19 cm.
Monelli
Raffaello Sernesi
MONELLI
Monelli 1861 18x13
Strada di campagna con barroccio
Raffaello Sernesi
STRADA DI CAMPAGNA CON BARROCCIO
Strada di campagna con barroccio olio su cartone 15,5x12.5
Pagliai a Castiglioncello
Raffaello Sernesi
PAGLIAI A CASTIGLIONCELLO
Pagliai a Castiglioncello, 1866 ca., olio su tavola, 20x51.
Sull'aia
Raffaello Sernesi
SULL'AIA
Sull'aia, 1862-63, olio su tela, 19x51. Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti.
   
Raffaello Sernesi
(Firenze, 29 dicembre 1838 - Bolzano, agosto 1866) Nato in una modesta famiglia del popolare quartiere di S. Frediano - il padre era scrivano di mestiere e Raffaello era l'ultimo di 5 figli: un maschio, il maggiore, poi tre femmine, la più piccola delle quali nata cieca, infine il nostro pittore -. Sernesi mostrò presto attitudine al disegno, e perciò appena in età di lavorare fu messo nell'officina dell'incisore Mariotti. Poiché sembrava che le sue doti artistiche dessero bene a sperare, fu iscritto, ben si comprende con quali sacrifici, all'Accademia alla Scuola di Statua, allora diretta dal Ciseri.Siamo nel 1856; due anni dopo, improvvisamente, Pietro Sernesi muore. La perdita del padre e del modesto ma essenziale reddito del di lui lavoro, costrinse Raffaello a interrompere la frequenza della Accademia, dedicandosi al lavoro di incisore-medaglista a tempo pieno. I disegni del suo alunnato accademico, alcuni dei quali comparsi in una recente asta fiorentina, mostrano una certa influenza del Ciseri e lo studio attento dei maggiori quattrocentisti fiorentini, secondo le abituali consuetudini della didattica del tempo. Conosciuti il De Tivoli e il Signorini, nonché nel '61 il Borrani, Sernesi tenta la pittura e si avventura nelle prime prove di macchia sotto la chiara influenza di Signorini. Tali appaiono quadretti come i Ladruncoli di fichi e Settembre. Nell'estate del '61 Sernesi si reca con Borrani a S. Marcello Pistoiese, dipingendo dal vero alcune impressioni di quell'Appennino. I pochi dipinti di Sernesi si distinguono benissimo da quelli di Borrani, perché eseguiti per masse d'ombra e di luce, non senza qualche incertezza di disegno; mentre le opere di Borrani mostrano una grande sicurezza di struttura, un nitido disegno e una pittura meno pastosa, più tesa e levigata.Nel '62 Sernesi espone alla Promotrice Pasture in Montagna, eseguito sugli studi fatti dal vero a S. Marcello Pistoiese. Signorini, e non c'è ragione di dubitarne, asserisce che nello stesso anno Sernesi lavorò con lui, Lega, Borrani e Abbati nella campagna di Piagentina, ma non c'è alcun dipinto di Raffaello che ritragga quei luoghi, o almeno che sia riconoscibile come un soggetto visto in quella zona.Nel '64 e nel '65 ospite di Diego Martelli a Castiglioncello, e assieme a Borrani dipinge dei quadri così simili a quelli dell'amico, da far sorgere veri problemi e dubbi attributivi. Sicuramente suoi sono invece i Pagliai a Castiglioncello e Sull'Aia, che Martelli dice esser l'ultimo quadro da lui dipinto. Arruolatosi nel '66 con i volontari Garibaldini, viene ferito e fatto prigioniero dagli austriaci.
Trasportato all'ospedale di Bolzano, essendosi rifiutato all'amputazione della gamba colpita e andata in cancrena, e sopraggiunte anche complicazioni polmonari, muore non ancora ventottenne il 9 agosto del '66. Oltre ai dipinti citati la sua attività di pittore si riduce a un altro esile gruppo di opere fra le quali il celebre Tetti al sole, piccolo capolavoro di sintetica macchia tonale. Lavorò anche come medaglista. Sappiamo che nel 1860 si era recato a Napoli per vendere una medaglia coniata in onore di Garibaldi, e che nel '65, in occasione del centenario di Dante, un'altra sua medaglia era stata giudicata molto favorevolmente.



Allievo del Ciseri , diviene uno dei membri di maggiore importanza del  caffè Michelangelo . Per esigenze finanziarie si dedica anche all'incisione e realizza diverse medaglie commemorative. tuttavia già nel '61 , presenta all'Esposizione italiana di Firenze un piccolo quadro  Ladruncoli di fichi. e dipinse : Tetti al soletetti al sole-Colli Fiorentini-Sentieri presso Montughi-, dove rivela  la sensibilità e e la delicatezza della  "macchia". Si ritira nel 1862 sulle montagne di San Marcello Pistoiese insieme al Borrani  a dipingere dal vero.  Pastura di montagna  è l'opera piu completa di questo periodo. Arruolatosi nei Garibaldini fu ferito e fatto prigioniero , morì a Bolzano.
Partito  dall'imitazione della macchia violenta  del primo Signorini raggiunge una  semplicità e serenità di colore, da poterlo definire particolare ed originale, ed in effetti tra i Macchiaioli suoi amici , Signorini, Borrani,Cecioni, lo si considerava come quello più dotato di sensibilità, quello " dal colore più qualitativamente creativo","dall'occhio più fine





 
 
 

 


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