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CARLO LEVI - IL VOLTO DEL NOVECENTO
CARLO LEVI "Il volto del novecento" 100 opere di Carlo Levi fra pitture e...

19/08/2013
 
 


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Heckel, Erich
MONOGRAFIE » Artisti dalla G alla L

 
   
FOTO PRESENTI 9
 
Heckel
Heckel, Erich
HECKEL
Heckel Mattonificio
Heckel, Erich
HECKEL MATTONIFICIO
Heckel Nudo sul sofà
Heckel, Erich
HECKEL NUDO SUL SOFà
Heckel
Heckel, Erich
HECKEL
Heckel  Testa di donna
Heckel, Erich
HECKEL TESTA DI DONNA
ERICH HECKEL “ROQUAIROL” 1917
Heckel, Erich
ERICH HECKEL “ROQUAIROL” 1917
Il dipinto rappresenta il personaggio di un romanzo , ma è anche il ritratto di Kirchner, che in quegli anni ,come l’amico, era reduce dagli orrori della guerra che avevano causato in lui una gravissima forma di malattia psichica per la quale aveva compromessa la possibilità di continuare a dipingere e vivere. In questo caso, però, il contenuto drammatico dell’opera non è più veicolato dai toni scuri o dai volumi frantumati in forme spigolose ,ma espresso dalla posizione e dallo sguardo della figura che sembra fissare , nel modo vuoto tipico della follia ,l’enorme mano contratta e rigida come fosse pietrificata Questa si protende in avanti ingigantita e in una posizione talmente innaturale da far apparire il braccio quasi estraneo al corpo. L’allusione alla tragica condizione di Kirchner che ha paralizzato l’istinto vitale della pittura è evidente sia nelle proporzioni della mano sia nello sguardo attonito d’angoscia, che caricano il soggetto di valenze fortemente simboliche, per cui il dato figurativo risulta essere solo apparentemente più immediatamente leggibile rispetto alle opere precedenti. Anche il rapporto della figura con lo spazio non esprime più l’antica tensione drammatica ma vitalistica dei dipinti prima della guerra: al contrario i toni delicati e quasi “impressionistici” rendono uno spazio più naturale ma ,al tempo stesso, estraneo alla figura del protagoniste, evidentemente assorto in un pensiero che lo estranea da qualsiasi percezione fisica del suo essere nel mondo. Dopo la guerra l’espressionismo di Heckel non è più urlo ma attonito silenzio che racconta un orrore inesprimibile a livello emotivo .
Heckel la casa bianca
Heckel, Erich
HECKEL LA CASA BIANCA
Heckel
Heckel, Erich
HECKEL
he
Heckel, Erich
HE
   
  Si dedico all’inizio alla litografia e all’incisione, acquisendone rapidamente la padronanza (Donna seduta,1907: litografia),  nello stesso anno esegui legni per la Ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde. I dipinti precedenti il1910, benche influenzati dalla pratica dell’incisione e della litografia, sono composti e colorati con maggiore morbidezza (Cavalli in un prato,1908: Munster, Museo,Nudo coricato: Monaco, sg). Soprattutto a partire dal1912, la diffusione del cubismo e i rapporti di H con i pittori del Blauer Reiter lo indussero ad indurire il disegno e a servirsi di un colore piu freddo e austero (L’Uomo in marrone, 1912: Campione d’Italia, coll. priv.), o generatore di piani cristallini, secondo la lezione di Cezanne (Zona di vetro,1913: Berlino, coll. priv.; Primavera nelle Fiandre,1915: Hagen, Karl-Ernst-Osthaus-Museum). Durante la guerra, nelle Fiandre come infermiere volontario nel servizio di sanita dell’esercito, incontro Max Beckmanne si lego ad Ensor. Nel 1918 torno a Berlino; dopola distruzione del suo studio in un bombardamento(1944), si stabili a Hemmenhofen, sul lago di Costanza. Dal 1950 al 1955 H ha insegnato presso la scuola di bellearti di Karlsruhe. Sin dagli anni ’20 il suo stile evolve indirezione di un realismo talvolta vicino alla Nuova Realtae a Beckmann (Ritratto del dott. Schames,1923: coll.priv.), altre volte come placato nei paesaggi e vedute dicitta eseguite nel corso di numerose peregrinazioni in Europa(il Porto di Amsterdam,1960: Hemmenhofen, coll.priv.). La sua opera grafica ha continuato invece a testimoniare le medesime qualita, sobrieta d’impaginazione e decisione del tratto. E rappresentato nella maggior parte dei musei tedeschi, nonche a Cambridge Mass. (La convalescente,1913, trittico: Harvard University) e in numerose coll. priv




 
 
 

 


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